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Generazione Z e Twitch: quando lo streaming diventa una professione

Due generazioni così vicine a livello temporale, ma così distanti sotto tantissimi aspetti: Millenials e Generazione Z. Le differenze sono notevoli specialmente quando si mette in mezzo il discorso tecnologico ed economico. Basti pensare che i cosiddetti Zoomers sono nati con il telefono in mano, con tutte le tecnologie più recenti a disposizione, specialmente i social network, dove hanno una presenza costante. Differente discorso per i Millenials, che hanno acquisito l’uso di social e tecnologie in una fase della vita più avanzata. Inoltre, gli Zoomers hanno un rapporto con i soldi molto più accorto, essendo particolarmente restii nello spendere, specialmente online. I Millenials, invece, hanno una preponderanza alla spesa molto più facile, soprattutto quando trovano l’affare conveniente: in poche parole non hanno problemi a usare i propri soldi.

 

Generazione Z e Twitch: tra visibilità e guadagno

Quando utilizzo dei social e possibilità di guadagno si uniscono, lo Zoomer è invitato a nozze. Non è un caso che il fare dirette in streaming venga visto dagli appartenenti a quella generazione come una possibilità lavorativa. Sicuramente molto più per loro che per i Millenials che, come detto, a volte non hanno la sufficiente pazienza o attitudine per poter elaborare un prodotto di successo. Il social preferito dalla Generazione Z in questo senso è Twitch. Si tratta di una piattaforma che consente la visione e la trasmissione di contenuti audiovisivi in diretta streaming, ossia su internet, creati in modo del tutto originale da content creator della rete. Le tematiche sono le più disparate: dai videogames ai talk show. Ma come si può pensare di guadagnare facendo questo tipo di attività? Su Twitch esistono diversi modi e due sono quelli principali: Bits e abbonamenti. 

 

I primi sono una forma di valuta utilizzata sul social che consente di effettuare delle vere e proprie donazioni al creatore di contenuti. Il valore di ogni Bits è di circa un centesimo di euro l’uno. Ne servono 100 per farli diventare 1 euro. Gli abbonamenti, invece, consentono ai content creators di guadagnare circa la metà del valore del singolo abbonamento, in base al valore attribuito alla sottoscrizione da Twitch. Per fare tutto questo servono almeno 50 Followers reali, 500 minuti di streaming in 30 giorni, spalmati come minimo su una settimana. Questo per quanto concerne i metodi “interni”. Ma occhio, poi, a quelli esterni, basati su pubblicità e sponsorizzazioni. Avete presente quegli annunci che appaiono prima o nel corso della diretta? Quelli portano un guadagno proporzionale al creatore di contenuti rispetto al numero di visualizzazioni sia del canale che del singolo video. Poi ci sono le partnership, che permettono l’inserimento di banner fissi o a comparsa nel corso della diretta, oppure l’uso di prodotti particolari (vestiario, cibo, beverage ecc) durante il video. Più si avrà successo, più la remunerazione sarà alta. Basti pensare che la disponibilità economica a disposizione dei 2.5 miliardi di persone nate tra il 1997 e il 2012 si aggira attorno ai 360 miliardi di dollari, considerando solo i guadagni su Twitch ovviamente.

 

Come diventare streamer di successo

Ma diventare streamer non è facile né tantomeno economico. Perché accanto a bravura e passione bisogna metterci preparazione e strumentazione. Partendo da quest’ultima, per fare dei contenuti che possano risultare di successo è necessario munirsi di uno schermo piuttosto grande, per poter ospitare in una volta tutti i programmi essenziali. Servirà un PC performante, con ottimo processore, ottima scheda di rete e schede audio/video performanti, specie in caso si trasmettano sessioni di gioco. Occorreranno, poi, software di livello, non per forza a pagamento, come OBS e Xsplit, un microfono e delle cuffie dall’ottimo rendering audio. Infine, oltre alla webcam in HD o 4K e un green screen per personalizzare lo sfondo, bisognerà munirsi di una connessione internet ultraveloce, magari in fibra ottica, per poter trasmettere senza eccessivi intoppi. 

 

Quindi, facendo i conti della serva, la somma di denaro iniziale da investire dovrà essere di un certo tipo. Se non si disponesse della liquidità necessaria, si potrebbe sempre pensare ad un finanziamento. Su alcuni siti web, infatti, è possibile confrontare i prestiti e trovare la soluzione migliore per avviare il proprio progetto. Ma l’attrezzatura di qualità è solo una parte del successo. Il resto deriverà da sé stessi. Costanza e preparazione sono le parole chiave. Gli users si aspetteranno di trovare con una certa cadenza nuovi episodi sul proprio canale, il quale dovrà ospitare contenuti di una certa qualità, ben preparati e studiati prima di essere trasmessi live. Un trucco è quello di elaborare una scaletta ben definita, specialmente se si dovessero avere degli ospiti, e mantenere sempre un proprio stile facilmente riconoscibile. Inoltre, si provi ad esplorare una nicchia mai toccata finora, in modo da non avere eccessiva concorrenza, specialmente all’inizio. Infine, interagire con il pubblico e creare una propria community, basata soprattutto sul passaparola e la condivisione dei contenuti, saranno ulteriori chiavi del proprio successo.