Buchi neri

Buchi neri, sempre più killer di stelle

I buchi neri, come è risaputo, tendono ad inghiottire qualunque corpo si avvicini abbastanza a loro, superandone l’orizzonte. Ciò che invece ha stupito gli scienziati in questi ultimi giorni, è la frequenza con cui questi ultimi riescono a smembrare le stelle.






Secondo recenti studi, infatti, l’evento in questione parrebbe avvenire ben 100 volte più spesso rispetto a quanto ritenuto precedentemente.

Questo evento, conosciuto col nome di Tidal Distruption Events (TDEs), era stato osservato solamente tenendo sotto osservazione migliaia di galassie. Di conseguenza, gli scienziati lo classificarono come un fenomeno decisamente raro, all’incirca un solo caso per galassia nell’arco di 10,000/100,000 anni.

Lo studio, che ha fatto ricredere i ricercatori circa queste stime, ha riscontrato un TDE in un sistema di sole 15 galassie, un campione decisamente ristretto rispetto allo standard.

Secondo quanto dichiarato da James Mullaney, docente di astronomia all’Università di Sheffield, queste galassie sarebbero in rotta di collisione tra di loro. Questo farebbe sì che diverse stelle si ammassino in vicinanza del grande buco nero posto al centro.

Buchi neri
La collisione tra galassie favorisce i Tidal Distruption eventsTDEs

Detto questo, la morale è che la probabilità che un TDE si verifichi aumenta notevolmente in caso di collisione tra galassie.

 

Esplosioni di luce per localizzare i buchi neri

In condizioni normali, i buchi neri appaiono pressoché invisibili, a causa della loro capacità di assorbire anche la luce stessa. Tuttavia, in occasione di un TDE, lo smembramento della stella porta ad un enorme rilascio di energia, con una conseguente fiammata di luce.

Questo evento, quindi, può essere di grande aiuto per localizzare buchi neri non ancora individuati, oltre a poter studiarne l’immensa forza di gravità.

Il team di Mullaney tiene sott’occhio le 15 galassie in questione dal 2005. Nel 2015, osservando la galassia F01004-2237 del sistema, questa pareva nettamente differente rispetto ai dati raccolti in precedenza. Spinti da tale osservazione, i ricercatori hanno notato che, nel 2010, la luminosità di F01004-2237 era improvvisamente aumentata a dismisura.

TDEs anche nella nostra Via Lattea

Si stima che la nostra galassia, la Via Lattea, andrà a collidere con la vicina Andromeda nel giro di 5 miliardi di anni. Basandosi sugli ultimi risultati riguardo i TDEs, dal momento dello scontro si dovrebbe verificare un evento di questo genere ogni 10/100 anni.

Le fiammate di luce sarebbero così luminose – ben più di ogni altra stella visibile in cielo – da poter essere apprezzate ad occhio nudo.

 

 

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