Cerere acqua

Trovata acqua nei crateri del pianeta Cerere

Dalla Nasa arriva la sensazionale scoperta del ritrovamento di acqua sul piccolo pianeta Cerere, situato nella Fascia degli Asteroidi.

Il pianeta Cerere e la missione Dawn

Questo corpo celeste era stato a lungo considerato un pianeta effettivo del Sistema Solare, ma, successivamente, è stato degradato a pianeta nano, come Plutone. Cerere si trova a circa 400 milioni di chilometri di distanza dal Sole, ovvero la sua distanza dal Sole è da 2,5 a 2,9 volte quella che separa la Terra dal Sole.

La Nasa ha lanciato, nel settembre del 2007, la sonda Dawn con l’obiettivo di studiare il pianeta nano. La sonda è entrata nell’orbita di Cerere nel marzo 2015 e, da quel momento, ha iniziato a effettuare misurazioni.

In particolare sono stati pubblicati due studi, riguardanti le analisi dei dati della sonda Dawn. Il primo è stato condotto in Germania da Thomas Platz e pubblicato su Nature Astronomy, mentre il secondo è stato condotto in Arizona da Thomas Prettyman e pubblicato su Science.
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Le tracce di acqua erano state già ipotizzate dalle osservazioni del telescopio spaziale europeo Herschell. Lo strumento utilizzato dalla sonda Dawn, per trovare tracce di H2O su Cerere, è invece di fabbricazione italiana. Infatti è stata Leonardo, azienda del gruppo Finmeccanica, a produrre lo strumento, chiamato Vir. Anche l’Agenzia Spaziale Italiana, l’ASI, e l’Istituto Nazionale di Astrofisica, l’INAF, hanno contribuito alla progettazione dell’equipaggiamento della sonda Dawn.

Il ritrovamento di acqua su Cerere

L’acqua, sul pianeta nano Cerere, secondo gli scienziati tedeschi, si troverebbe nel fondo di molti crateri, praticamente mai esposti alla luce diretta del sole, sotto forma di ghiaccio. Secondo il team americano ci sarebbero grandi quantità di ghiaccio d’acqua, intrappolato nel sottosuolo dell’Emisfero Nord.

Dagli studi è possibile avere degli indizi sulla quantità di ghiaccio presente sul pianeta nano. Tuttavia la sonda Dawn potrebbe anche essere utile per scoprire altri meccanismi astronomici, che ancora non conosciamo. In un futuro più o meno lontano, potremmo sfruttare le riserve di acqua ghiacciata di Cerere, oppure, sul pianeta nano, potremmo trovare indizi sulla nascita della vita.

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Autore dell'articolo: Stefano Pizzamiglio