Razer acquisisce Nextbit: il Robin che fine farà?

La startup NextBit ha fatto capolino nel mondo degli smartphone tramite la piattaforma di crowdfunding più famosa al mondo: Kickstarter.

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Tramite questa piattaforma, moltissime startup avviano delle campagne di raccolta fondi per realizzare le loro idee. Tra le più famose ci sono Pebble (recentemente acquisita da FitBit) e NextBit (acquisita da Razer).

NextBit

Nata nel 2015 dall’idea di Tom Moss (CEO), Mike Chan (CTO) e Scott Croyle (CPO), NextBit ha presentato al mondo, tramite la piattaforma Kickstarter,  il suo unico smartphone: Robin. Nonostante le specifiche tecniche parlino di display da 5.2″ 1080p, un processore Snapdragon 808, 3 GB di RAM, una batteria da 2.680 mAh, una fotocamera posteriore da 13 MP ed una frontale da 5 MP, un lettore di impronte digitali, chip NFC e connettore USB-C, la caratteristica che ha più colpito di questo smartphone è il cloud: 100 GB gratuiti per archiviazione di foto, video e applicazioni.

Cloud

L’idea di base è piuttosto interessante, perché il fork di Android installato su Robin sarà in grado di capire quando la memoria interna da 32 GB è quasi piena e salverà i contenuti meno usati sullo storage cloud liberando spazio sullo smartphone. Il sistema operativo sarà anche in grado di spostare le app sui server di Nextbit, colorando le icone in bianco e nero per segnalare all’utente l’avvenuto passaggio e, qualora si voglia utilizzarle, basterà toccarle per scaricarle nuovamente in locale.

Ora che Razer ha acquisito NextBit, cosa succederà al Robin?

Al momento non si hanno notizie certe del futuro del Robin. Il Robin è ormai  out of stock da tempo (è comunque possibile acquistarlo ancora presso rivenditori) e Razer ha annunciato garanzia hardware ancora per i prossimi 6 mesi mentre per supporto e aggiornamenti si parla di 12 mesi.

 

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Autore dell'articolo: Simone Quaglia

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