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NASA: Laser spaziali per studiare le piante

Solitamente quando pensiamo alla NASA, Ente Nazionale per le attività Spaziali e Aeronautiche degli Stati Uniti, pensiamo a razzi, a stazioni spaziale, a ricerche e missioni su pianeti come Marte; ma quest’agenzia svolge anche importanti ricerche sul clima. Uno di questi progetti è il Cloud-Aerosol LIdar with Orthogonal Polarization (CALIOP), tramite il satellite di osservazione  Cloud-Aerosol Lidar and Infrared Pathfinder Satellite Observation (CALIPSO). L’obiettivo di questo progetto è misurare il livello di plankton con dei laser, attraverso le nuvole. Come saprete maggiore è la quantità di plankton, maggiore è il livello di “sanità” dell’oceano.

 

Rappresentazione dei laser  usati per i telerilevamenti
Rappresentazione dei laser usati per i telerilevamenti

Come agisce la NASA con questo progetto?

In precedenza la NASA poteva misurare i livelli di plankton solo quando il sole rifletteva sulla superficie dell’oceano, ma il sistema Lired-based non si basa su luci esterne per rilevare la quantità di piante marine quindi può vedere la vegetazione attraverso le nuvole, sia di giorno che di notte.

Come dichiara Chris Hostetler, ricercatore del Langley, il progetto CALIOP ha rivoluzionato il modo di pensare sulle ricerche e i telerilevamenti dallo spazio. Infatti sono riusciti ad effettuare dei rilevamenti anche in periodi, dove il “vecchio sistema” non sarebbe riuscito ad effettuare campionamenti.

L’utilità di questo sistema di rilevamento infatti è proprio il suo ampio utilizzo durante tutto l’anno. Il modo precedenti di studiare le piante aveva dei “buchi” temporali, infatti sia di notte che quanto il clima è nuvoloso non sarebbe riuscito a rilevare proprio per la mancanza di luce e contatto visivo con la superficie dell’oceano. Questo nuovo sistema invece riesce a superare queste difficoltà garantendoci misurazioni più precise.

I ricercatori sono riusciti a studiare le variazioni della quantità di plankton dal 2006; tutto questo grazie a CALIOP. L’importante messaggio da recepire è che, come ha dichiarato Michael Behrenfeld, esperto di plankton marino presso la Oregon State University di Corvallis, se si vuole capire la catena alimentare biologica e la produzione dei sistemi polari nel loro complesso, bisogna concentrarsi sui cambiamenti dei ghiacciai e degli ecosistemi che regolano questo delicato equilibrio tra prede e predatori.

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