Musulmano

Primo astronauta musulmano del Regno Unito

Hussain Manawer, musulmano di 25 anni, proveniente da Ilford, è il vincitore di un contest che nel 2018 lo porterà nello spazio.

Per la maggior parte di noi la possibilità di viaggiare nello spazio sarebbe un sogno divenuto realtà, ma non è questa la priorità del vincitore.

Il poeta dedica la sua vittoria a tutti coloro che hanno sofferto di problemi mentali, e annuncia di avere un’importante missione nella sua vita.

“Andare nello spazio non è mai stata una mia vera ambizione, ma sentivo di non stare contribuendo abbastanza al mondo,” ha dichiarato. “Sono arrivato a pensare che stiamo rovinando il mondo in molti modi diversi. Quando ho saputo di questa competizione ho pensato: vediamo che succede.”

Poi continua: “Sto sfruttando questa occasione per avventurarmi nei problemi del mondo, come penso sia giusto fare. Ciò che mi ha influenzato è che devi essere qualcuno per far sì che la gente ti prenda seriamente, così da avere un buon impatto.”

 

Impegno sociale del futuro astronauta

Tra i piani di Hussain Manawer troviamo diverse iniziative sociali.

Il poeta vorrebbe incentrare una sua poesia sui problemi della sanità mentale, mentre nel marzo 2017 ha in programma di tenere una lezione da record sulla salute mentale.

Questa infatti ospiterà ben 1000 studenti da 30 diverse scuole da tutto il paese, presso l’Hackney Empire a Londra.

Manawer sostiene inoltre una campagna per far sì che si parli dei problemi relativi alla mente già nelle scuole, anche se ritiene che gli insegnanti siano già abbastanza sotto pressione e che quindi necessitino di un sostegno.

Dopo la vittoria del viaggio spaziale, Hussain ha devoluto diversi fondi in opere di carità e ha tenuto lezioni riguardo il cyberbullismo in 400 istituti.

Su Youtube possiede un canale, Hussain’s House, dove ha proposto interviste con il comico Kevin Hart, il rapper G-Eazy e il conduttore radiofonico Charlamagne.

Musulmano
Hussain’s House, il suo canale Youtube

 

Un simbolo per il popolo musulmano

Manawer si propone come viso pubblico del popolo musulmano in tempi così incerti.

Il poeta ha dichiarato: “Il mio nome è Hussain e non sono un terrorista”, citando il film My name is Khan.

“Nella mia testa è scattato qualcosa e ho pensato: il mondo sta vedendo un musulmano che viene premiato, voglio dire qualcosa di significativo,” dice Manawer. “È un bene che la gente veda il lato positivo di una religione che viene molto fraintesa”.

Allo stesso tempo non vuole però che la sua religione oscuri il suo vero messaggio: “Per me è chiaro che stiamo fallendo riguardo la sanità mentale nel mondo, ma se possiamo affrontare ciò risolveremo molti problemi.”

 

 

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