Crytek chiude gli studi e non paga i dipendenti... Di nuovo

Crytek chiude gli studi e non paga i dipendenti… Di nuovo

Crytek, nome abbastanza rinomato nel mondo del gaming, sta licenziando i dipendenti e chiudendo diversi studi. La compagnia dietro allo sviluppo del tecnicamente impressionante motore grafico CryEngine, sta facendo molta fatica a ricompensare i suoi dipendenti. Una cosa simile avvenne qualche anno fa: ma questa volta lo spargimento di sangue sembra il peggiore di tutti, dato che tutti gli studi di Crytek verranno chiusi tranne due.

In una nota rilasciata alla stampa, la compagnia esprime in modo vago i suoi “piani per il futuro“. Si parla di “rafforzare i punti di forza dell’azienda” e che lo sviluppo di software sarà concentrato negli studi di Francoforte e Kiev. Riguardo al suo motore di gioco, dice che “il CryEngine rimarrà la colonna portante della strategia complessiva di Crytek, il quale continuerà ad essere aggiornato regolarmente per permetterne l’uso a sviluppatori con una licenza e indipendenti.”

Ma la parte più importante si trova qua: “tutti gli altri studi per lo sviluppo non saranno più gestiti da Crytek e i manager assicurano di poter garantire lavori sicuri [alle dipendenze dei nuovi proprietari], una transizione morbida e un futuro stabile.”

In pratica, tutto questo significa che la compagnia chiuderà gli studi di Budapest (Ungheria), Sofia (Bulgaria), Seoul (Corea del Sud), Shanghai (Cina) e Instanbul (Turchia).

Crytek in crisi: studi chiusi e stipendi in ritardo di 3 mesi

Crytek chiude studi e non paga i dipendenti... Di nuovo
Uno screenshot da uno dei capolavori di Crytek: Crysis 3.

Il co-fondatore Avni Yerli ha detto che “questi cambiamenti sono parte degli step necessari per assicurare che Crytek rimanga un’azienda sana e sostenibile, e che possa continuare ad attrarre e a nutrire i maggiori talenti dell’industria videoludica”.

Nonostante tutte le parole di conforto, Kotaku riporta che i dipendenti della sede di Francoforte non hanno ricevuto gli stipendi degli ultimi tre mesi, seguiti dagli uffici di Budapest e di Sofia. Le fonti della rivista affermano anche che i pagamenti sono arrivati in ritardo per tutto il 2016 e che i dirigenti non sono stati per niente disponibili a fornire spiegazioni, né sul perché né sul quando gli assegni sarebbero arrivati, lasciando i dipendenti nell’oblio.

Nonostante Crytek non verrà chiusa, lo staff è rimasto irritato a causa del modo in cui la situazione è stata gestita. Alcuni si sono già licenziati, ma altri sono rimasti sperando di vedere la situazione migliorare: soprattutto in Germania, dove il mercato dello sviluppo di software per videogiochi è particolarmente scarso.

L’azienda si trovò ad affrontare una situazione simile nel 2014. In quell’anno, Crytek vendette il suo studio nel Regno Unito al pubblicatore di Metro: Last Light, Deep Silver, insieme ai diritti di Homefront: The Revolution, uscito sul mercato lo scorso maggio.

Per ora, solo il tempo mostrerà le vere intenzioni, e si spera che altri sviluppatori non perdano il proprio lavoro.

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