Hyundai Toyota e Kia

Hyundai Toyota e Kia: hackerata chiave crittografica

Configurazioni di crittografia non sicure compromettono la sicurezza dei veicoli Hyundai Toyota e Kia.

8 Marzo 2020. La notizia si sta diffondendo rapidamente sul web e risale a 24h fa.

Sembrerebbe, infatti, che a seguito di uno studio messo in luce nelle ore precedenti, sia stato possibile da parte di hacker, infiltrarsi e rubare veicoli fabbricati dei brand automobilistici su indicati.

La causa, secondo le fonti, è da riscontrarsi in un difetto delle chiavi meccaniche abilitate i cui chip erano crittografati.

La ricerca, pubblicata sulla rivista KU Leuven in Belgio; avvalorata poi dall’Università di Birmingham del Regno Unito, rivelerebbe come un’inefficace realizzazione della crittografia DST80 di Texas Instruments, avrebbe consentito la violazione di codici e la clonazione delle chiavi corrispondenti ai veicoli. Leggi di più a proposito di Hyundai Toyota e Kia: hackerata chiave crittografica

Ecco le celebrities più pericolose del web

Celebrità, ecco le più “pericolose” del web La celebrità della serie Black is the New Orange, l’attrice Ruby Rose è la donna più pericolosa da cercare sul web. Vuol dire che, sfruttando la sua grande e crescente popolarità e ovviamente a sua totale insaputa, gli hacker infilano trappole per gli utenti. Nella lista, che la società […]

Smartphone

ALLARME IGNORANZA DA SMARTPHONE

È l’amico tecnologico più amato dal 62% degli italiani, che insieme ci trascorre fino a 90 minuti ogni giorno (34%). Per molti rappresenta il primo e l’ultimo contatto con il mondo al loro risveglio (68%) o prima di addormentarsi (77%), e la soluzione più praticata per fare shopping online (78%) o per comunicare con gli amici (85%), ma anche per svolgere le commissioni personali quotidiane (82%). Ma solo il 10% circa degli italiani considera l’eventualità di rischi legati alla sicurezza dei dati contenuti nello smartphone a causa di attacchi potenziali di virus. È quanto emerge dal Samsung Trend Radar, lo studio promosso dall’azienda e condotto mediante metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 1500 italiani dai 18 ai 65 anni nel mese di aprile 2018, attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog, forum e community per capire qual è il rapporto tra gli italiani e il loro smartphone.

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Kim Jong-Un avrebbe fatto hackerare la Corea del Sud

Autore: DAVIDE PALMIERI

La Corea del Nord, come saprete, è un paese tristemente noto per il folle dittatore Kim Jong-Un. Quello che potreste non sapere, invece, è l’interesse del dittatore per la cyber security, ovviamente sfruttata per scopi tutt’altro che legali!  Leggi di più a proposito di Kim Jong-Un avrebbe fatto hackerare la Corea del Sud

WannaCry

WannaCry, il temutissimo virus, messo K.O da un ventiduenne inglese

Migliaia e migliaia di computer, in cento paesi del mondo, sono stati colpiti dal ransomware che porta il nome di WannaCry. L’attacco hacker ha come unico scopo quello del ricatto. I computer sono stati bloccati e, sugli schermi, sono apparsi messaggi intimidatori che chiedono una somma di denaro per sbloccare il pc. Un giovane ventiduenne inglese ammette di aver rallentato per caso il virus, diventando l’eroe del giorno.

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Attacco Hacker a Yahoo

Yahoo attacco hacker: violati oltre 1 miliardo di account

Yahoo ha recentemente diffuso  che è stata colpita da un altro attacco hacker nell’Agosto 2013. E’ di poche ore fa l’annuncio, da parte della compagnia, della scoperta di un attacco hacker distinto da quello annunciato lo scorso settembre, avvenuto invece nel 2014.
Nell’attacco del 2013 gli account violati, secondo Yahoo, sono stati circa 1 miliardo, contro i 500 milioni stimati nell’attacco datato 2014.

 

 

I dati rubati durante l’intrusione da poco scoperta vanno da nomi e date di nascita degli utenti fino a indirizzi e-mail, numeri di cellulare, domande di sicurezza e password personali.

Yahoo rassicura invece i propri utenti per quanto riguarda i loro dati bancari e di pagamento: questi infatti non sembrano essere stati violati durante l’attacco.
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cyber crimine

10 milioni di italiani vittime di cyber crimine ogni anno

Con lo sviluppo della tecnologia abbiamo assistito anche a una diffusione del cyber crimine. Inoltre, la scarsa conoscenza delle pratiche di difesa da tali crimini porta molte persone a tenere comportamenti rischiosi, che spesso portano a gravi conseguenze. Per prima cosa bisogna essere consapevoli dei pericoli che si possono trovare in rete, o collegati a […]

Il Maxi Attacco Hacker era un test?

A tre giorni di distanza dal super attacco Hacker che ha creato un blackout informatico, capace di paralizzare grandi realtà come il New York Times e Twitter, ancora non è stata fatta piena luce su quello che è successo.

E come di consueto, quando non si conoscono con precisione le esatte sequenze dei fatti, le interpretazioni possono essere molto diverse tra loro. Alcune anche molto fuori dal coro.

E’ in effetti quella lanciata da Andrea Zapparelli Manzoni, esperto di sicurezza e membro del Clusit, che è l’associazione italiana per la sicurezza informatica, può essere interpretata come una vera e propria bomba!

L’esperto infatti sostiene che quello che è successo non è un attacco hacker fine a se stesso, ma si sarebbe trattato di un test lanciato per misurare le capacità di difesa della rete web.

Dichiarazioni

Secondo il Dott Zapparelli infatti, le rivendicazioni spuntate fino ad ora sull’attacco hacker non sono affatto attendibili. Ecco le dichiarazioni rilasciate dall’esperto:

“Questo non è un attacco ma un test per misurare quanto sia robusta la struttura mondiale del web – sottolinea -. Potrebbe essere messo in atto contro la Borsa di Londra e l’economia mondiale soffrirebbe gravi conseguenze. Ad avere interesse a sferrare azioni di questo tipo sono diversi soggetti, statali e non statali. Non solo la Russia, ma anche la Cina e l’Isis, solo per fare esempi. Ci vuole cautela con le attribuzioni,può essere un esercizio spericolato. La situazione è molto più complicata di quello che sembra”, avverte Andrea Zapparoli Manzoni in merito alla rivendicazione del gruppo New World Hacker o a quella ‘indiretta’ di Wikileaks. “Per questi ultimi – spiega – si tratta di propaganda, i primi invece sono un gruppo paravento.”

“C’è qualcuno in questo momento che ha il potere di mettere offline qualsiasi organizzazione – osserva Andrea Zapparoli Manzoni -. E la sfida per gli ‘armamenti informatici’ dura poche ore, non anni come nelle guerre tradizionali. Abbiamo creato degli ecosistemi che sono un luogo naturale per effetti domino, basta una singola vulnerabilità e si blocca tutto. Gli scenari apocalittici non sono fantasie da film, il vero problema – conclude – è che con un blackout del genere torniamo a 150 anni fa“.

Botnet Mirai

A sostegno delle sue teorie l’esperto Italiano ha dichiarato che il codice della botnet Mirai, l’arma vera è propria dell’attacco informatico, è stato rilasciato con licenza open-source poco meno di un mese fa, forse proprio per confondere le acque e le idee di chi si occupa di sicurezza, dato che è disponibile a chiunque.

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Attacco hacker negli USA, quasi tutto il Web è offline

Già da questa mattina in vari stati degli USA, sopratutto quelli situati nella zona a nord-est, molte testate giornalistiche statunitensi ma anche social network come Twitter e siti di e-commerce come ad esempio eBay non erano raggiungibili dagli abitanti di quelle zone, in un primo momento si pensava ad un problema temporaneo del server ma già […]