Quando c'è bisogno di una tastiera virtuale?

Quando c’è bisogno di una tastiera virtuale?

Forse non lo sai, ma tra gli strumenti che il tuo computer ti mette a disposizione in modo del tutto gratuito c’è anche una tastiera virtuale. Si tratta di un’opportunità che ti permette di visualizzare la tastiera del notebook o del laptop direttamente sullo schermo: essa, naturalmente, può essere utilizzata per interagire con il sistema o per digitare tasti. A questo punto potresti chiederti in quali occasioni ti potrebbe tornare utile una possibilità del genere: pensa, per esempio, a che cosa potrebbe succedere se la tastiera del pc si dovesse guastare in modo imprevisto. In questo caso avresti a disposizione un accessorio comodo e semplice da utilizzare.

La tastiera virtuale su Windows

Per attivare la tastiera virtuale su Windows, la procedura da seguire è sempre la stessa, a prescindere dalla versione del sistema operativo che ti ritrovi a utilizzare. Premendo nello stesso momento i tasti Win e R richiami la funzione Esegui, così da veder comparire sullo schermo una finestra all’interno della quale dovrai digitare “osk”, per poi fare clic su Invio. Ora la tastiera virtuale è già attiva, e puoi utilizzarla tramite il puntatore del mouse, sempre che il tuo dispositivo non sia munito di touch screen. I tasti attivi assumono una colorazione diversa, mentre è sufficiente cliccare di nuovo per disattivarli.

Come si gestisce la tastiera virtuale

La tastiera virtuale si presenta come un accessorio decisamente versatile e facile da utilizzare: in base ai tuoi bisogni, per esempio, puoi decidere di muoverla in un punto qualunque dello schermo. Per procedere in questo modo devi cliccare sulla barra del titolo e tenere premuto, per poi trascinare la tastiera dove vuoi. Il pulsante Opzioni, in ogni caso, ti consente di modificare le impostazioni come meglio credi: lo trovi in basso a destra. Volendo puoi decidere la riproduzione di un suono ogni volta che si fa clic su un pulsante, ma è disponibile anche la funzione per il completamento automatico delle parole.

La tastiera virtuale con un Mac

Usando un Mac, la tastiera virtuale può essere attivata facendo clic sull’icona relativa alle preferenze di sistema che è annessa alla cartella delle applicazioni, al launchpad e al dock. Nella finestra che viene visualizzata compare l’icona della tastiera: basta cliccare di nuovo e il gioco è fatto. Volendo è possibile visualizzare i visori per la tastiera, ma si può anche valutare l’opzione di abilitare i tasti singoli. Come nel caso dei computer Windows, la tastiera può essere spostata sullo schermo come e dove si vuole.

I dispositivi Android

Anche il sistema operativo Android mette a disposizione l’opportunità di usare la tastiera virtuale (ovviamente) e di personalizzarla in base ai propri gusti e alle proprie esigenze sfruttando applicazioni di terze parti. Tra le tastiere virtuali che riscontrano il maggior successo in ambito Android c’è quella denominata SwiftKey, grazie a cui i tasti possono essere digitati senza che le mani si stacchino dallo schermo: essa si basa su un sistema intelligente di riconoscimento delle parole, in virtù del quale propone suggerimenti smart. Un altro esempio di tastiera virtuale è quello che viene offerto da Fleksy, con un aspetto minimal e la possibilità di cancellare le parole che sono state scritte tramite normali gesti compiuti sulla superficie.

I dispositivi iOS

Infine, vale la pena di menzionare le tastiere virtuali per iOS: su App Store in questo momento è possibile scegliere tra SwiftKey, che abbiamo già nominato in precedenza, TouchPal e Swype, che si basa sul principio della scrittura a trascinamento.

Autore dell'articolo: Cesare Di Simone

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Passione sfrenata per tutto ciò che è tecnologico utente di lungo corso Android e sostenitore di tutto ciò che è open-source e collateralmente amante del mondo Linux. La maggior parte delle conoscenze che ho in ambito tecnologico le ho apprese da autodidatta, riparo Pc e nel tempo libero mi dedico a scrivere articoli su Technoblitz.it di cui sono co-fondatore oltre a scrivere anche su Blastingnews.