Huawei Mate 20 Pro

Mate 20 Pro, il Huawei che diventa PC

Huawei Mate 20 Pro diventa un PC

Avere un processore come il Kirin 980 che ricordiamo può sfruttare la bellezza di otto Core, supportati anche da 8GB di RAM,  può permettere agli utenti di Huaweii Mate 20 Pro, di sfruttare ogni minima funzionalità produttiva. Questo dispositivo infatti può permettersi di essere posizionato su di una scrivania, accanto ad un monitor ed una tastiera, per essere collegato addirittura come hardware principale. In questo modo puó eseguire ogni tipo di richiesta.

Proiezione facile

La Modalità Proiezione Facile, grazie all’algoritmo creato ad hoc dagli ingegneri di Huawei, permette agli utenti in possesso di Mate 20 Pro, di sfruttare appieno le potenzialità degli smartphone.  Non utilizzando uno schermo da poco più di 6 pollici e con le dita, bensì con una completa sessione produttiva. Esattamente come se si stesse usando un notebook o un PC da tavolo.

Huawei

Ciò che rende davvero unico il sistema della Proiezione Facile è proprio l’immediatezza. Huawei ha pensato bene di rendere possibile il passaggio dalla modalità smartphone a quella da PC, semplicemente attivando un toogle. Esso è presente nel menu a tendina delle notifiche. A tutto il resto ci pensa il software Huaweii, che collega in automatico il Mate 20 Pro rendendolo immediatamente pronto ad essere utilizzato. Anche la prima configurazione durerà un solo minuto. Basterà infatti decidere come collegare il Mate 20 Pro al monitor. Scegliendo tra la modalità “Wireless” o quella “via cavo HDMI”. 

Huawei Mate 20 Pro: solo 63 minuti per ricaricarlo

Tutta la potenza di Huawei Mate 20 Pro, viene sprigionata grazie ad un telefono super funzionale. L’azienda cinese ha da sempre abituato i propri utenti ad avere sempre il massimo, dal proprio smartphone in termini anche di autonomie. Ecco che Huawei Mate 20 Pro può essere considerato il migliore in tema di produttività. Sì perché i suoi 4.200 mAh di batteria, garantiscono in ogni situazione, di raggiungere le due giornate di autonomia. Tutto senza ricorrere a risparmi energetici, e soprattutto nonostante un uso massiccio.

Autore dell'articolo: Marco Tavolacci

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