La cute umana

La cute umana può essere sostituita da un nanomateriale?

La cute umana, (o pelle se vogliamo), rappresenta l’organo più esteso del corpo di un vertebrato. Secondo alcuni ricercatori europei, esiste un nanomateriale gommoso, in grado di integrarsi perfettamente con il corpo umano – che potrebbe spianare la strada a tutto. Dai nuovi interventi chirurgici ricostruttivi all’estrema modifica del corpo. Ma può essere sostituita da un nuovo nanomateriale? Secondo alcuni ricercatori Svedesi è possibile.

La cute umana e gli aspetti della ricerca del nuovo elemento

Si tratta di un materiale scoperto dalla stessa équipe, che tramite il suo portavoce Anand Rajasekharan dichiara:

Siamo rimasti davvero sorpresi dal fatto che il materiale si sia rivelato molto morbido, flessibile ed estremamente elastico“.

Lo studioso è una delle figure a capo della ricerca del nuovo materiale. La dichiarazione è stata diramata da un comunicato stampa. Qui si afferma che il materiale potrebbe “sostituire la pelle umana“.

Il tessuto cutaneo

Il materiale non tossico, descritto minuziosamente dagli scienziati dell’Università Chalmers, in Svezia, si trova in un nuovo articolo sulla rivista ACS Nano; ed è realizzato con le stesse componenti del plexiglass.

I ricercatori hanno deciso di creare un materiale “sostitutivo” osseo, ma hanno scoperto che, manipolandolo proprio su scala nanometrica – che è un miliardesimo di metro – ha assunto una consistenza gommosa. Questa si crede che possa sostituire la cartilagine in tutto, dalle articolazioni ai nasi protesici.

Ci sono molte malattie in cui la cartilagine si rompe e si verificano attriti tra le ossa; causando un grande dolore per la persona colpita“.

Ha affermato Martin Andersson, responsabile della ricerca.

Questo materiale, potrebbe potenzialmente fungere da sostituto in quei casi.”

Startup della ricerca

Meglio ancora, dicono, il materiale può essere trattato con piccole proteine ​​trovate nel sistema immunitario per renderlo antibatterico; una proprietà che intendono sfruttare esplorando il suo uso nei cateteri urinari.

I ricercatori dietro il nuovo materiale hanno creato una società chiamata Amferia per commercializzare il materiale.

Nello sviluppo di prodotti per la tecnologia medica, c’è una grande richiesta di nuovi materiali naturalistici, adatti all’integrazione con il corpo. L’introduzione di materiali nel corpo comporta diversi rischi, come infezioni gravi, tra le altre cose. Molte delle sostanze utilizzate oggi, come il Botox, sono tossiche. Questo indica che sono necessari materiali nuovi e più adattabili.

Nel nuovo studio, i ricercatori di Chalmers hanno sviluppato un materiale costituito esclusivamente da componenti che hanno già dimostrato di funzionare bene nel corpo. Quindi il nuovo materiale, può essere iniettato e inserito tramite un intervento chirurgico e può anche aiutare a ridurre la necessità di altre operazioni chirurgiche drastiche, per ricostruire parti del corpo.

Il materiale può essere iniettato tramite una cannula standard come fluido viscoso, in modo da formare le proprie strutture elastiche all’interno del corpo. Oppure il materiale può anche essere stampato in 3D in strutture specifiche come richiesto.

Autore dell'articolo: redazione