Intelligenza artificiale: con un’interfaccia neurale possiamo controllare gli oggetti con la mente

A quanti di voi piacerebbe, magari in una situazione particolare, riuscire a spostare gli oggetti utilizzando la forza del pensiero? Roba da prestigiatori di èlite o da aspiranti Harry Potter, ancora per poco però. L’evoluzione del mondo tech nell’intelligenza artificiale non fa “sconti”, ma anzi avanza a grandi passi verso traguardi insperati fino a qualche tempo fa.  Con buon pace della telecinesi, pratica che per anni è stata al centro di dibattiti scientifici senza mai far riscontrare un parere unanime in letteratura.

E così, nel giro di alcuni anni (difficile quantificare con esattezza l’arco temporale), sarà possibile per tutte le persone spostare gli oggetti con la mente. Il merito di questa epocale svolta è da ascrivere principalmente a due startup: Neurolink e Neurogress. Si tratta di aziende che stanno lavorando all’ambizioso progetto attraverso strategie ben definite. Vediamo più da vicino quali sono.

Neurolink: la nuova creatura di Elon Musk

I più avvezzi al mondo tech ricorderanno Elon Musk per aver fondato Tesla e SpaceX. Ma il suo sforzo non si è esaurito di certo lì: la nuova sfida risiede infatti nel creare un sistema in grado di sfruttare le intelligenze artificiali per governare gli oggetti da remoto. Per farlo, sempre secondo Elon Musk, bisognerebbe impiantare un’interfaccia neurale nella testa delle persone, in maniera tale che si possano svolgere normali azioni quotidiane solamente con il pensiero.

Un’idea ambiziosa, che necessita di parecchie sperimentazioni e di un periodo di assestamento lungo, ma sulla quale Neurolink sta lavorando alacramente già da un po’ di tempo per garantire un risultato il più affidabile possibile.

Lo scopo di Neurogress: sfruttare la correlazione tra intelligenza artificiale e blockchain

Diversa l’idea che Neurogress sta mettendo in piedi per consentire alle persone lo spostamento degli oggetti con il pensiero. L’azienda svizzera ha pensato ad una connessione tra intelligenza artificiale e blockchain, attraverso la quale mettere in moto la mente.  Per fare ciò, Neurogress non ha intenzione di avvalersi di nessun tipo di interfaccia, ma creerebbe un werable capace di comunicare con il cervello delle persone attraverso un software realizzato dall’azienda.

L’obiettivo di Neurogress è quello di cominciare a produrre i primi dispositivi entro qualche anno, e per farlo la sperimentazione si concentrerebbe sulle persone affette da disabilità. L’idea alla base di tutto è quella di creare un braccio meccanico da controllare con il pensiero, che sfrutti gli stimoli dell’intelligenza artificiale con il coordinamento della blockchain.

La blockchain è la medesima tecnologia che governa il mondo delle criptovalute: si tratta di una specie di libro virtuale all’interno del quale vengono registrate tutte le transazioni. Un’enorme database che, in questo caso specifico, avrebbe il compito di registrare tutte le azioni svolte dall’intelligenza artificiale in correlazione con gli algoritmi utilizzati.

 

 

Gli obbiettivi a lungo termine di Neurogress

Neurogress sta ancora cercando di capire quale sia la blockchain più adatta a questo tipo di attività, ma per il momento sta concentrando le proprie energie in particolare sulla piattaforma smart contract Ethereum. In prima istnaza l’azienda svizzera intende perfezionare una tecnologia che permetta alle persone affette da disabilità di fare un piccolo salto in avanti in termini di qualità della vita, per poi estendere anche alle persone normali la propria creatura.

Ma la vera svolta che si cela dietro tutto questo è l’importanza dell’Internet of things: ampliare l’utilizzo della tecnologia è fondamentale affinchè si abbia un risultato convincente. Estendere anche ai droni, ai robot e ad altri device tecnologici l’applicazione e l’utilizzo del software è la sfida che Neurogress deve affrontare nell’immediato futuro.

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