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Informatica, aumenta nel mondo la domanda di storage

Nel mondo si producono sempre più dati digitali, e non a caso secondo gli esperti i supporti fisici di memoria stanno avendo un’impennata di richieste e di vendite; eppure, a ben vedere in molti casi aumentano anche guasti e rotture… ecco come risolvere questi problemi senza farsi prendere dal panico.

Aumenta nel mondo la domanda di storage, ovvero dei supporti fisici necessari per immagazzinare tutti i dati digitali che ogni giorno produciamo e conserviamo tramite i nostri dispositivi come personal computer, smartphone, tablet e così via. Secondo il responsabile di Daniels Research Group, che ha realizzato un focus in collaborazione con Coughlin Associates, nel 2015 il totale delle memorie Hdd per device mobile e computer desktop sono state il 58% del totale, trainando il mercato di questi prodotti, che ha avuto un impatto significativo sulla domanda di device storage, come le Hdd e Ssd.

Perdita di memoria?

L’altro aspetto di questa notizia sta nei “rischi” connessi all’utilizzo di questi dispositivi. Senza fare allarmismi, infatti, bisogna comunque tener sempre presente che gli hard disk possono essere soggetti a guasti o malfunzionamenti, che rischiano di compromettere l’accesso ai dati o addirittura farli “sparire”. Per fortuna, anche in questo caso il mercato offre soluzioni: come si legge sulla pagina di recoveryfile.it, infatti, ci sono varie possibilità e metodi per recuperare i file da memorie non funzionanti, grazie all’intervento di un team di professionisti.

Come si rompe

 In generale, sono due le principali situazioni generali che possono provocare un guasto all’hard disk: fallimento logico e guasto meccanico. Nel primo caso, i componenti del drive sono fisicamente integri, ma a causa di una formattazione accidentale o di file di sistema corrotti, l’unità non è in grado di trovare e analizzare i propri dati che, però (a meno di sovrascrizioni), esistono ancora sul disco rigido.

I problemi più gravi

Più critica è l’altra situazione, quando cioè il guasto è di tipo fisico, come per una caduta, un colpo ricevuto, guasti alle testine dell´hard disk, sbalzi di corrente, cattiva manutenzione e polvere accumulata e così via: in questo caso, infatti, non c’è possibilità di una soluzione di tipo software, utilizzando cioè uno dei programmi che si trova online (e che consentono una ricerca superficiale), perché l’unità viene ancora rilevata nel BIOS. Dettaglio importante, negli ultimi tempi sembra che i guasti restino più frequenti, e questo potrebbe essere collegato a una diminuzione della qualità delle componenti utilizzate per realizzare gli hard disk, per assecondare una strategia delle case produttrici che privilegia la riduzione del costo a scapito, però, della vita media dei dischi fissi, che continua a diminuire.

Professionisti all’opera

 Quando si verifica uno dei problemi prima elencati, dunque, bisogna sapere come reagire e, soprattutto, a chi rivolgersi per avere assistenza e garanzia di successo. In Italia per fortuna operano in questo ambito varie aziende specializzate, che assicurano un recupero dati hard disk danneggiato con percentuali molto alte di successo grazie alla strategia d’intervento, che in genere comincia con la diagnosi sulla salute del disco rigido e prosegue poi con le “operazioni” vere e proprie, condotte in una speciale camera bianca asettica e incontaminata.

Colpo unico

Se, infatti, ci sono file che non valgono da soli l’onere di un intervento professionale, spesso i problemi riguardano dati e documenti che invece non hanno prezzo, perché unici: le foto del matrimonio, il video della nascita di un figlio o comunque tutti i momenti importanti della sua vita, ma anche materiale di lavoro, documenti scansionati e così via non possono darsi semplicemente per “persi”. In casi del genere, quando un hard disk si rompe e abbiamo bisogno di recuperarne il contenuto, la migliore alternativa è proprio quella di rivolgersi a chi opera proprio in questo campo, perché parliamo di una operazione che non consente secondi tentativi e che, non a caso, viene definita “one shot”.

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