Il nuovo coronavirus

Il nuovo Coronavirus: “terapia con anticorpi passivi”

Il nuovo Coronavirus è destinato ad avere una pole position nella storia. Non a caso, il bilancio delle vittime da Covid-19 è in aumento. Ma l’aspetto più infelice, riguarda la cattiva gestione delle informazioni; e il continuo diffondersi di notizie non verificate.

Tutto ciò, come se  non fosse abbastanza, fomenta paura da un lato e anarchia dall’altro.

Il numero totale dei casi in tutto il mondo, comparando i dati più attendibili, è di circa 244.000.

Mentre il numero dei morti si aggira intorno ai 10.000. Per quanto ovvio, i numeri destano serie preoccupazioni e peggio inducono all’irrequietezza.

Le istituzioni rimarcano ogni giorno l’importanza di prendere precauzioni. Di stare in casa. Di non comportarsi in maniera controproducente. Questo perché la pandemia, non può essere sottovalutata. Però è comunque importante, da parte degli organi competenti quali OMS o specialisti, esaminare alcune ricerche emergenti che potrebbero aprire la strada a nuovi trattamenti e/o di futura prevenzione.

Il nuovo coronavirus: Le misure di controllo delle infezioni funzionano

I ricercatori di Hong Kong hanno valutato l’impatto che l’epidemia ha avuto su 43 ospedali pubblici d’appartenenza.

I numeri sono incoraggianti: nelle prime 6 settimane dall’inizio dell’epidemia, 413 operatori sanitari hanno trattato 42 casi confermati di COVID-19. Di questi impiegati, 11 avevano un’esposizione non protetta al nuovo coronavirus.

Come risultato dell’implementazione delle migliori pratiche per il controllo delle infezioni, nessuno del personale sanitario ha contratto il virus durante il periodo di studio. Inoltre, non si sono verificate infezioni acquisite in ospedale.

Il Dott. Vincent CC Cheng, del Dipartimento di Microbiologia del Queen Mary Hospital di Hong Kong, e i suoi colleghi concludono:

Adeguate misure di controllo delle infezioni ospedaliere, possono impedire la trasmissione associata al sistema sanitario del [nuovo] coronavirus; […] Vigilanza nella pratica dell’igiene delle mani.  Uso di maschere chirurgiche in ospedale; e uso appropriato dei dispositivi di protezione individuale nella cura dei pazienti […]; le principali misure di controllo delle infezioni per prevenire la trasmissione ospedaliera del virus.

Test di laboratorio

Secondo uno studio condotto su quattro macachi rhesus, è stato rilevato che la contrazione di SARS-CoV-2 – il virus che causa COVID-19 – “proteggeva” da future nuove infezioni.

Gli scienziati hanno re-infettato due delle quattro scimmie con il virus, 28 giorni dopo l’infezione iniziale.

Su un totale di “96 tamponi nasofaringei e anali, sono risultati negativi dopo la riesposizione di SARS-CoV-2“; riferiscono i ricercatori. L’eutanasia e la necroscopia di una delle due scimmie hanno confermato questi risultati.

Nel complesso, i nostri risultati hanno indicato che l’infezione SARS-CoV-2 primaria,  potrebbe proteggere dalle esposizioni successive; che hanno […] implicazioni vitali per la progettazione del vaccino [e la prognosi della malattia]“, concludono gli autori dello studio.

Un vaccino è in fase di sperimentazione

Attualmente è in corso uno studio per testare un potenziale vaccino SARS-CoV-2 per la prima volta nell’uomo.

Il National Institutes of Health (NIH) ha finanziato il processo, che si sta svolgendo presso il Kaiser Permanente Washington Health Research Institute di Seattle.

Nello studio, 45 volontari sani riceveranno un vaccino che contiene un segmento di codice genetico copiato da SARS-CoV-2. Poiché il vaccino non contiene l’attuale SARS-CoV-2, i partecipanti non svilupperanno COVID-19.

I funzionari del governo avvertono che potrebbero essere necessari 12-18 mesi prima che il vaccino raggiunga il mercato e spiegano che lo scopo principale di questo studio in corso è assicurarsi che non vi siano effetti collaterali gravi.

Tuttavia, sono in corso molti altri sforzi per ideare nuovi vaccini.

Il nuovo coronavirus: Terapia con anticorpi passivi

Ma non è tutto. Alcuni medici stanno rivalutando un metodo chiamato “terapia con anticorpi passivi” per trattare il COVID-19.  Nel documento che riportano gli studiosi è scritto: “

La diffusione di quest’opzione non richiede ricerca o sviluppo; poiché il metodo esiste dagli anni ’30”.

La tecnica prevede di analizzare una provetta di sangue, estratto da una persona che ha avuto il virus e che sia guarita.

Usando il siero, in altre parole la parte che contiene anticorpi anti-infezione, i ricercatori sperano di poterlo iniettare a un’altra persona; prevenendo così un’infezione o aiutando a contrastarla.

Il dott. Arturo Casadevall, professore alla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, MD, e coautore del nuovo documento, afferma:

È tutto fattibile – ma per farlo, richiede sforzo, organizzazione, risorse … e persone che si sono riprese dalla malattia e che possono donare il sangue“.

La soluzione è davvero nel nostro sistema immunitario?

Uno studio pubblicato sulla rivista Nature Medicine, documentava di una paziente di 47 anni.

La donna, che aveva contratto il virus a Wuhan in Cina, si è ripresa dal COVID-19 in pochi giorni.

I ricercatori a questo punto, hanno esaminato la sua risposta immunitaria nel tentativo di comprendere la sua guarigione.

La prof.ssa Katherine Kedzierska, responsabile del laboratorio di cellule T umane nel dipartimento di microbiologia e immunologia del Doherty Institute di Melbourne, in Australia, e i suoi colleghi, hanno riscontrato un aumento delle immunoglobuline – il tipo più comune di anticorpi – nei campioni di sangue della donna.

Procedendo, hanno anche scoperto un elevato numero di cellule immunitarie chiave, come cellule T helper specializzate, cellule T killer e cellule B. Questo dai 7 ai 9 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi.

Questo è un incredibile passo avanti nella comprensione di ciò che guida il recupero di COVID-19. Le persone possono usare i nostri metodi per comprendere le risposte immunitarie nelle più grandi coorti COVID-19; e anche capire cosa manca a coloro che hanno esiti fatali “. Prof. Katherine Kedzierska.

Autore dell'articolo: redazione