Energia solare

Energia solare: arrivano i girasoli artificiali

Energia solare: arrivano dei pannelli fotovoltaici piccoli come girasoli, che ruotano a seconda della proiezione di luce.

Minuti fiori artificiali, che potrebbero essere utilizzati per raccogliere l’energia alternativa.

In base ad un progetto sviluppato dall’Università Della California, il materiale impiegato e la struttura stessa, assorbirebbero una quantità di potenza tale, da ribaltare la situazione corrente.

Energia solare: il progetto

I SunBOT, così chiamati dal team che ha sviluppato il progetto, sono girasoli artificiali costituiti da un materiale plastico che reagisce stimolato dalla luce.

Come il fiore da cui prende ispirazione, ruota a seconda della radiazione luminosa. Di conseguenza, raccoglie energia dalla parte superiore, composta da un materiale plastico che assorbe la luce. Lo stesso, impiegato, appunto nei pannelli solari. Ogni SunBOT è largo meno di 1 millimetro.

Lo spunto, è stato preso da una scoperta fatta dall’Università di Buenos Aires, in Argentina. Secondo la quale, il motivo per cui i girasoli, in natura, hanno questo comportamento, è per via della coltura densa e fitta.

Lo studio ha evidenziato che una pianta “pioniera” s’inclina di circa 10 gradi dalla verticale, per sfuggire all’ombra del fiore vicino.

Ne consegue come le piante, su entrambi i lati, avvertono il cambiamento della propria luce e s’inclinano nella direzione opposta. In questo modo, sfuggono all’ombra del girasole di fianco e l’alternanza progredisce verso l’esterno.

Come in natura, parte dello stelo di un SunBOT, è esposto alla luce. Si riscalda e si restringe. In questo modo, come reazione, lo stelo si piega e il ​​fiore artificiale punta verso lo sfolgorio.

Una volta che il SunBOT è allineato con il riverbero, lo stelo smette di piegarsi. Questo accade perché la piegatura crea un’ombra, che consente al materiale di raffreddarsi e smettere di restringersi.

Il team di scienziati che ha messo in campo il progetto, è capitanato da Ximin Lui e colleghi, appartenenti all’Università della California, a Los Angeles.

L’équipe ha testato gli steli costruendo un pannello di SunBOT, con e senza il materiale flessibile, scoprendo che il pannello a gambo flessibile, era in grado di raccogliere fino al 400% in più di energia solare.

In aggiunta

Albert Schenning dell’Università di Tecnologia di Eindhoven nei Paesi Bassi, pur non essendo coinvolto nel progetto avrebbe dichiarato quanto segue.

“Quasi tutti coloro che lavorano nel campo dei materiali reattivi o intelligenti traggono ispirazione dalla natura”. Continua “Questa è una buona prova di principio”.

Autore dell'articolo: Stefania Di Francescantonio

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