Cina proibisce videogiochi dopo le 22:00

Cina proibisce videogiochi dopo le 22:00

La Cina proibisce videogiochi dopo le 22:00 ai minori.

I BAMBINI, SONO INOLTRE LIMITATI A SOLI 90 MINUTI DI GIOCO NEI GIORNI FERIALI.

Cina proibisce videogiochi dopo le 22:00 per prevenire la dipendenza

13 novembre 2019.

Un nuovo piano per prevenire la dipendenza da videogiochi per i giovani: rendere letteralmente illegale per i bambini l’utilizzo eccessivo del gaming.

Lo scorso martedì, la National Press and Publication Administration della Cina, ha pubblicato nuovi regolamenti che vietano ai minori di 18 anni di giocare ai videogiochi tra le 22:00 e le 8:00.

Inoltre, è rilevato che fuori gli orari indicati, i minori non possono giocare oltre i 90 minuti nei giorni feriali. Mentre nel fine settimana, sono consentite al massimo tre ore, che concernono anche i giorni festivi.

In aggiunta, è posto l’accento sul fatto, che è severamente proibito, ai giovani di età compresa tra gli 8 e i 15 anni, di spendere più di 200 Yuan, (25.88 EUR) in videogiochi al mese.  Mentre i giovani di 16 e 17 anni, possono spendere fino a 400 yuan (51.76 EUR).

Per tenere traccia di questo sistema di controllo, la Cina sta creando una metodologia attraverso la quale i minori, devono registrare il loro vero nome.

Le compagnie di gioco, verificheranno quindi l’identità dei giocatori tramite un database nazionale.

Anche l’OMS riconosce la dipendenza

Non è la prima volta che la diatriba sull’uso improprio dei videogiochi è al centro di polemiche. Non a caso la stessa Organizzazione mondiale della sanità, già nel 2018, ne aveva ufficialmente riconosciuto la dipendenza.  Il gioco fu visto come disturbo di salute mentale.

In un comunicato pubblicato dall’agenzia di stampa statale Xinhua; in collaborazione con la stampa nazionale e la Pubblica Amministrazione, è esposto come si spera che le nuove regole impediscano ai giovani di trovarsi nella condizione di affrontare i problemi di salute mentale e fisica. Un aspetto che può manifestarsi, quando si resta agganciati al gioco d’azzardo, che provocherebbe ludopatia.

Tuttavia, c’è chi espone come il problema si possa arginare. Non a caso, i giovani che vogliono giocare ai videogiochi, potrebbero semplicemente ricorrere all’uso degli ID e dei numeri di telefono dei genitori.

Ci saranno sempre delle lacune“, ha detto al New York Times Daniel Ahmad, analista senior di Niko Partners, una società di ricerca e consulenza focalizzata sul mercato dei giochi in Asia .

Autore dell'articolo: Stefania Di Francescantonio

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