Amazon shock

Amazon shock! Sfida aperta a Spotify

Amazon shock: l’azienda statunitense ribalta lo streaming musicale.

Con oltre 2 milioni di brani, Amazon supera se stesso, con una competitività fuori ogni previsione.

Nasce Amazon Prime Music.


Amazon shock: strategia in antitesi con il servizio di Spotify

Che il Colosso dell’e-commerce abbia sempre agito in maniera lungimirante non è cosa nuova.

Il suo obiettivo sin dai suoi esordi è stato quello di puntare in alto. Ora lo fa con il mondo del mercato musicale. Ma lo scopo, è quello di prendersi per quanto ovvio, una bella fetta di utenti per allargare proprio organico.

Con Amazon Prime Music, l’obiettivo è di attirare con offerte e promozioni “allettanti” – ma soprattutto strategiche – altri consumatori. In altre parole il servizio di Amazon, vuole invitare nuovi clienti a fare più acquisti .

Si è diffusa rapidamente la voce sulla competizione che vede protagonista Amazon e Spotify leader quest’ultimo – fino a prova contraria – del servizio in streaming musicale.

Ma questo colpo di coda, da parte della grande compagnia commerciale, lo porta ai più alti vertici di gradimento.

Per la fine di questo 2019, Amazon ha puntato tutto sulle migliorie di flusso di mercato.

Il più intenso di sempre. Un’imbattibile settore, che oggi raggiunge traguardi senza precedenti.

Amazon Prime Music è un servizio gratuito che si trova già operativo su iOS e Android. L’unica clausola è che presenta inserzioni pubblicitarie all’interno.

Al momento è usufruibile solo negli Stati Uniti; seguiti da Germania e Regno Unito per quanto riguarda l’Europa.

I due milioni di brani, con l’abbonamento a Prime Music Unlimited diventeranno 50 milioni, ed è qui che la tattica Amazon entra in gioco.

Si apre definitivamente la sfida che vede Amazon music come servizio gratuito – – ma ricco di pubblicità.

Ma Spotify e, non da meno, Apple music come reagiranno, al piano attuato dalla più grande Internet company al mondo?

Lettura consigliata. “Straordinario: umani messi in animazione sospesa“.

Autore dell'articolo: Stefania Di Francescantonio

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