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Addio a Google Plus

Chiude Google Plus, il social network partito e mai decollato.

Google, un motore di ricerca famosissimo in tutto il pianeta, un grandissimo successo, è costretto a segnare il passo in un suo settore. La società, nell’ottobre scorso, aveva già annunciato il pensionamento di Google Plus ad agosto 2019. Successivamente ha deciso di anticipare la chiusura a causa della scoperta di due falle di sicurezza che hanno messo a rischio i dati di milioni di iscritti. Google aveva allarmato gli utenti, raccomandando di conservare foto, video e tutto quello che era contenuto all’interno degli archivi. Il motivo di tale richiesta? A partire dalla data del 2 aprile sarebbero stati cancellati, e quindi senza possibilità di essere recuperati in altro modo.

Cosa bisogna fare allora, per evitare che si perdano i dati?

L’operazione da eseguire per non perdere i propri dati, è molto semplice, ma bisogna eseguirla con precisione e soprattutto nei tempi corretti. Per recuperare l’archivio contenente i propri dati su Google Plus basta andare sulla pagina denominata “scarica i tuoi dati”. A questo punto dovrete selezionare gli archivi che si vogliono salvare e cliccare su passaggio successivo. Va selezionato il metodo di recapito degli archivi scaricati e la selezione dell’estensione e dimensione degli archivi che si vogliono scaricare. A questo punto si può avviare il recupero dei dati. Quando il contenuto è pronto per effettuare in maniera corretta il download, l’utente riceverà una mail con gli archivi richiesti.

Se invece si vuole eliminare il profilo

E’ possibile eseguire questa operazione. Eliminare anche il proprio profilo. Una volta avuto accesso basterà cliccare sull’icona del cestino accanto al profilo di Google Plus e confermare “Elimina Google Plus” sulla finestra informativa che comparirà. La piattaforma continuerà a funzionare per gli utenti aziendali, interessati a mantenere il proprio profilo ed ad utilizzarlo. Semplicemente chi possiede un account Google Plus collegato alla G Suite potrà continuare ad usarlo.

Autore dell'articolo: Marco Tavolacci

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