Apple vince la causa contro FaceTime che era stato bloccato sui vecchi iPhone

Apple vince la causa contro FaceTime che era stato bloccato sui vecchi iPhone

In Florida, i giudici hanno sentenziato la causa tra Apple e FaceTime, dando ragione proprio alla casa di Cupertino. L’accusa, giunta dagli ideatori di FaceTime, ai danni di Apple, spiegava come in realtà, il produttore di smartphone avesse intenzionalmente bloccato il funzionamento dell’applicazione sugli iPhone più vecchi, più precisamente su iPhone 4 e 4S, spiegando che con questa strategia Apple incentiverebbe gli utenti a comprare i modelli nuovi, pur di usare l’app.

Gli argomenti trattati in tribunale, di fatto, erano molto interessanti, visto che Apple potenzialmente, aveva infranto le leggi della Florida, tuttavia poiché hanno impiegato troppo tempo a presentare l’accusa, non rispettando, dunque, i requisiti temporali.

Apple vince l’accusa contro FaceTime, ma solo per questione di tempo

FaceTime ha debuttato nel 2010 e all’epoca il collegamento tra gli smartphone avveniva con una tecnologia specifica. Apple, di fatto, integrava sui propri smartphone due metodi per il trasferimento di file multimediali, ovvero il classico peer-to-peer, e quello che sfruttava server di terze parti e queste ultime erano proprio le più costose.

Con le connessioni peer-to-peer, però, Apple era stata accusata di violare i brevetti di VirnetX, e dunque tutte le app di comunicazione, furono obbligate a spostarsi su server molto costosi. Per raggirare il problema, Apple propose sul sistema operativo iOS, una nuova connessione peer-to-peer, tuttavia sugli iPhone 4 e 4S questo non poteva funzionare, in quanto gli utenti non vollero aggiornare il proprio sistema operativo a causa dei problemi di rallentamento.

Secondo i querelanti, Apple avrebbe escogitato un piano per costringere tutti gli utenti a passare ad iOS 7 nel tentativo di risparmiare milioni di dollari sui costi del server Akamai. Una cosiddetta “FaceTime Break” sarebbe stata presumibilmente implementata il 16 aprile 2014, con Apple che incolpò un bug dell’improvvisa incompatibilità di FaceTime su iOS 6.

Di fatto, gli utenti si trovarono a dover scegliere una delle tre opzioni: restare su iOS 6 senza FaceTime, aggiornare a iOS 7 e vedere il proprio telefono perdere prestazioni in maniera significativa, ma in compenso potevano usare FaceTime, oppure comprare un nuovo telefono. L’accusa, però, è stata respinta perché sono passati troppi anni, dall’inizio della magagna.

Autore dell'articolo: Francesco Menna

Studente di ingegneria meccanica, appassionato di tutto ciò che riguarda i motori, la tecnologia e la musica